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La persona giusta (la difficile arte del colloquio)

Actualizado: 5 de ago de 2020

Nel #processo di ricerca della #personagiusta o meglio, della giusta persona al posto giusto, uno degli strumenti necessari è il #colloquio.

Una piccola #intervista per scoprire in un tempo dato- che può andare dai venti minuti all'ora, dipende dal ruolo- tutto quello che non è scritto nel suo #cv. Ovvero, le sue vere #motivazioni, le #attitudini, la #personalità.

Perché, se è sicuramente importante confermare #competenze e #skill, è altrettanto importante capirne le motivazioni e cercare di conoscere la #persona che (forse) integrerà il nostro #team.

Il primo consiglio è sempre quello di mettere in una situazione di confort il candidato; ricordiamoci che non si tratta di un interrogatorio poliziesco, ma di un colloquio di lavoro.

Dare una buona impressione è altrettanto importante che riceverla:noi rappresentiamo l'#azienda e i suoi #valori. Ed è certamente importante rendere il più #efficace possibile il colloquio. Un candidato che si sente a proprio agio ci risponderà in una maniera più diretta, meno controllata; ci sono degli #specialisti #RH che hanno l'abitudine di tenere tra le mani una tazza (è stato provato che questo #gesto da una percezione di rassicurazione e di fiducia), altri che hanno un linguaggio corporale meno controllato (portano il busto in avanti, trasmettendo l'idea di #ascolto e di apertura), e quelli che, davanti ad un candidato teso, mettono in stand-by il colloquio per tranquillizzarli e dimostrare quindi un'#attitudine #aperta. Sono delle piccole strategie che ci permettono di avere un candidato più veritiero e con meno #filtri.

La seconda cosa da non dimenticare è l'#ascolto #intelligente: saper andare al di là delle parole in quanto tali e riconsiderarle nel loro #contesto ci aiuterà moltissimo; e se dovessimo avere un dubbio, è fondamentale porre delle domande più specifiche per verificare che una nostra eventuale percezione sia corretta o no.

Un piccolo esempio (una #casehistory che risale ai tempi della nostra #esperienzadiretta in #negozio).

Ero la vice responsabile di un negozio uomo in un #centrocommenciale piuttosto importante dell' île de France ed eravamo prossimi ai #saldi. La responsabile della #boutique aveva chiesto l'autorizzazione all'assunzione di un #aiutosaldi, e una volta ottenuta, aveva cominciato i suoi colloqui. E mi aveva coinvolta nel processo in quanto ero la persona che si occupava in maniera diretta della #gestione dell'#équipe sul floor.

Non si trattava del mio primo colloquio, ne conoscevo già piuttosto bene l'iter, e quel giorno lì, devo ammettere, uscii piuttosto perplessa da quell'#esperienza.

Lei aveva sicuramente messo a suo agio il candidato (temo anche troppo in quell'occasione, perché non dobbiamo mai dimenticare che siamo in un quadro #professionale e un comportamento amicale diventa fuorviante per entrambi) e iniziata la sua intervista; io dal canto mio avevo seguito in silenzio la conversazione fino al momento in cui lei gli chiese cosa non gli piacesse di quel lavoro (ricordiamo che stavamo cercando un #commesso aiuto saldi).

Lui aveva risposto molto schiettamente: mettere a posto e piegare, mentre gli piaceva consigliare i clienti (sicuramente sarebbe stato un punto di grande interesse se, purtroppo, durante i saldi l'accompagnamento dei clienti nella media gamma è piuttosto parziale).

A questo punto la responsabile, molto soddisfatta del colloquio, mi ha chiesto se avessi qualche domanda da fare, ed io risposi che si, ne avevo una. - Lei ha detto che ama molto la #venditaassistita, e che invece non ama né riordinare né piegare i vestiti: sa che lavoreremo insieme durante i saldi, dove l'assistenza clienti sarà purtroppo ridotta all'osso, ma che al contrario passeremo molto tempo a riordinare, integrare la merce in negozio, e piegare, considerando che di norma abbiamo un passaggio di più di 1000 persone al giorno?-

Il candidato capì il suo errore e cercò di rassicurarmi con una risposta riparatrice ma che non mi persuase. Alla fine del colloquio avevo condiviso le mie perplessità con la #store #manager che però mi rispose di non preoccuparmi, che aveva capito e che sicuramente sarebbe stato in grado.

Così il primo giorno di saldi aveva integrato l'équipe, ma subito dopo la pausa pranzo la -prevedibile- conferma: non era più tornato in negozio e la sede non ci autorizzò più ad una nuova #ricerca una volta cominciati i saldi. Morale: dovemmo lavorare con una persona in meno.

Si sarebbe potuto evitarlo?

Certamente, sarebbe bastato solo un #ascolto #attento: il candidato ci aveva dichiarato che in realtà le #mansioni richieste dalla #posizione non entravano nelle sue corde.


A voi le riflessioni!



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