• Wandering Retail

Non solo shopping (ma un "se faire plasir")

Actualizado: 22 de may de 2020

Lo #shopping oltre ad essere per alcuni versi una necessità (il bisogno di qualcosa) è da sempre -soprattutto per le donne- innanzitutto la risposta ad una necessità ancora più primordiale: la gratificazione. Se fair plaisir, dicono i francesi. E mai espressione fu più calzante. Regalarsi un piacere, un momento speciale. Sole o con le amiche, con mogli o fidanzate (gli uomini), lo shopping è anche un momento di rilassatezza, di piacere acquisito

e a volte addirittura condiviso.

Nulla di più chiaro e più evidente in questa #fase2, laddove l'apertura dei negozi è stata vissuta come un valore aggiunto molto importante. Un vero ritorno (seppur ancora parziale) alla necessità.

I dati ce lo spiegano con meno poesia ma con maggiore efficacia.

Durante il #lockdown si è realizzata un'impennata degli acquisti on line: ovvero, anche chi come me era un refrattario gli acquisti virtuali, si è ritrovato a fare gli ordini dietro una tastiera. Il commercio on-line ha arginato le perdite per i brand e dato la possibilità a chiunque di rispondere ad un bisogno (questa volta presumibilmente reale) rappresentando per tutti una importantissima ancora di salvezza.

Lunedì 18 maggio finalmente le saracinesche dei negozi fisici si sono riaperte, e nelle varie città, da Milano a Napoli, si sono registrate educatissime file davanti alle porte.

Tra gli articoli più richiesti intimo, scarpe, pantaloni e camicie -in primis l'#abbigliamento dunque-, seguito dalla cura della persona e la casa. Un trend positivo che conferma il fatto che il negozio fisico è associato nell'immaginario collettivo ad un atto di puro piacere, che in questo contesto si è tradotto nel recuperare una parvenza di vita normale (un po' come posare la prima pietra diremo).

Il futuro del #commercio non è in pericolo, perché il nostro visitatore o futuro cliente acquista qualcosa di diverso entrando nello store: una esperienza. Una gratificazione. Quindi cosa accadrà? Quello che sta già avvenendo: internet sarà ricoprirà sempre di più un ruolo funzionale (praticità, assortimento, comodità) e supporterà quella che è l'unica cosa che internet al momento non può dare: il contatto umano, l'#esperienza d'#acquisto. Il famoso spaesamento o viaggio. O quasi. Perché qualcuno ne ha già capito l'importanza, e grandi colossi della vendita on line si sono messi già in moto ( ma questo lo vedremo un'altra volta).

Quindi, ora più che mai mettere l'accento sulle nostre #équipe, investire su di loro (sulla loro #sicurezza, benessere e #formazione) è importante: non solo come #brand #ambassador (coloro che rispondono all'immaginario e alle attese già preconcette sul #marchio), ma come persone capaci di fidelizzare il nostro #cliente e "umanizzare" il marchio con #professionalità ed empatia.




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