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Pronti alla riapertura?Ready!

Cosa cambierà nella s



Cosa cambierà nella selling ceremony? Niente… o quasi!

In un’ottima cerimonia di vendita la prima cosa che deve crearsi tra cliente e brand ambassador è la fiducia. In questo momento sarà più che mai indispensabile. Ci troveremo a dover affrontare due situazioni tra loro discordanti eppure legate a doppio filo, in quello che può apparire un incredibile paradosso, ma che potrebbe rilevarsi anche la nostra forza se gestito bene. Il nostro cliente sarà diviso tra il desiderio di uno «spaesamento»,

di trovarsi «altrove», dimenticare la situazione che stiamo vivendo, intraprendere il famoso viaggio, e la necessità di sentirsi rassicurato, di trovarsi in un ambiente protetto e di non correre alcun pericolo.

Come far conciliare le due cose? Come destabilizzare il mio cliente se saremo tutti muniti di mascherine, disinfettanti e l’obbligo di una distanza di almeno un metro?

La necessità aguzza l’ingegno, e nei limiti si trovano le possibilità.

Torniamo al concetto di fiducia. Questo è sempre stato alla base di un rapporto essenziale tra cliente e venditore.

Laddove la distanza è necessaria (limite per di più inutile, perché in una corretta relazione con il cliente la distanza fisica, almeno iniziale, è sempre stata necessaria; il cliente deve

sempre ritrovarsi in uno spazio protetto in cui la sua libertà non sia intaccata: semplice bon ton, o educazione di base), il saluto e il sorriso diventano fondamentali.

Prima obiezione! Ma se abbiamo la mascherina, come faccio a sorridere?

Un sorriso si trasmette immediatamente attraverso tutta l’espressione corporale (gli occhi, ad esempio) e orale (un buon giorno detto con un sorriso acquista velocemente un significato diverso). La gestualità. Evitare ogni rigidità nella postura, ma una certa morbidezza nella camminata; le mani possono aiutare a indicare, accompagnare, farci sentire presenti pur nel rispetto delle regole di sicurezza.



Non esitare anche a rassicurare attraverso frasi chiare (sono con lei, un po’ a distanza, ma presente) e utilizzate tranquillamente davanti al cliente, in modo professionale e puntuale, tutti i sistemi di disinfestazione previsti tra un cliente e l’altro (che sia lo spazio dedicato alla cabina di prova o al vestito che dovrà provare), e soprattutto, porgere il capo o l’oggetto acquistato sempre nel cellophane, che ovviamente sarà sterilizzato prima di metterlo nel sacchetto. Queste azioni lo rassicureranno e metteranno in una situazione di apertura (sono con lei, vedrà che andrà tutto bene) e lo spaesamento potrà iniziare. Importante in questo momento sarà pensare oltre ad una rivisitazione dello spazio, anche ad atmosfere accoglienti (una fragranza che identifichi il brand e nasconda un po’ l'odore del disinfettante -merchandising olfattivo-) - ma anche di creare - ed è un consiglio per i brand! -delle mascherine personalizzate che identifichino la marca e che siano in linea con le uniformi. Questo aiuterà a dimenticare l'atmosfera un po' ospedaliera con cui dovremo convivere nei prossimi mesi. Inoltre sarà indispensabile una forte attenzione allo story telling, che più che mai, dovrà avere il potere di proiettare il cliente in uno spazio rassicurante e piacevole (nonché non lontano nel tempo).



Sempre un piccolo suggerimento per i brand: potremmo pensare a una serie di mascherine personalizzate (in linea con la collezione, che sia essa pret à porter, oggettistica o cosmetici) da dare in omaggio all'acquisto o da inserire semplicemente nella propria offerta di vendita. La mascherina, una volta trascorso il momento del bisogno, diventerà un accessorio importante a cui il nostro cliente presterà attenzione; averne diversi modelli e anche del suo brand preferito, sarà quasi una necessità.

E se pensassimo anche a dare dei piccoli consigli per il trucco alle donne? La valorizzazione degli occhi diventerà fondamentale con l'uso della mascherina e una bella collaborazione o co-branding tra tessile e cosmetica potrebbe risultare vincente.





Un’attenzione non scontata che potrebbe far nascere partnership interessanti. Si possono già prevedere un aumento di matite, mascara e ombretti. Perché non anticipare?

E se non lavoriamo nel pret à porter? Gli ingredienti restano sempre gli stessi: rassicurare e spaesare allo stesso tempo.

Nonché sdrammatizzare. Ma prima dei nostri brand ambassador, lo sforzo dovrà essere fatto dalle aziende stesse. I vostri collaboratori per poter lavorare serenamente dovranno essere messi nelle giuste condizioni: da prevedere formazioni per spiegare le nuove metodologie di lavoro, come reagire a situazioni difficili, quali sono i sistemi di sicurezza che l’azienda ha pensato per loro. Un supporto fondamentale e indispensabile per riaprire in serenità e assicurarsi una ripresa rapida.







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